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Divieto di avvicinamento: che cosa comporta davvero

Aggiornato il 3 min di lettura697 parole
Risposta diretta

L'art. 282-ter c.p.p. consente al giudice di prescrivere all'indagato di non avvicinarsi ai luoghi frequentati dalla persona offesa, determinando una distanza non inferiore a cinquecento metri, e di non comunicare con lei con alcun mezzo. La misura è oggi normalmente accompagnata da procedure di controllo con mezzi elettronici.

Che cosa può prescrivere il giudice

La misura è modulabile e il provvedimento va letto con attenzione, perché ciascuna prescrizione ha un contenuto autonomo.

  • Il divieto di avvicinarsi a luoghi determinati abitualmente frequentati dalla persona offesa: abitazione, luogo di lavoro, scuola dei figli, domicilio dei prossimi congiunti.
  • La distanza minima, che la legge fissa in misura non inferiore a cinquecento metri e che il giudice può ampliare.
  • Il divieto di comunicare con qualsiasi mezzo: telefono, messaggistica, posta elettronica, social, e anche per interposta persona.
  • L'estensione ai prossimi congiunti della persona offesa o a chi con essa conviva o sia legato da relazione affettiva, quando ricorrono esigenze di tutela.
  • Il controllo elettronico, previsto in via prioritaria per questo tipo di misure.

Il quadro normativo

ElementoRegolaNorma
Divieto di avvicinamento e distanza minimaNon inferiore a cinquecento metriart. 282-ter co. 1 c.p.p.
Divieto di comunicazioneCon qualsiasi mezzo, anche indirettoart. 282-ter co. 2 c.p.p.
Estensione ai congiunti della persona offesaQuando ricorrono ulteriori esigenze di tutelaart. 282-ter co. 3 c.p.p.
Controllo con mezzi elettroniciValutazione prioritaria da parte del giudiceartt. 275-bis e 282-ter c.p.p.
Comunicazione alla persona offesaProvvedimento comunicato ai servizi socio-assistenziali e alla persona offesaart. 282-quater c.p.p.
Violazione delle prescrizioniAggravamento della misura e possibile autonomo reatoartt. 276 c.p.p. e 387-bis c.p.

Che cosa succede se si viola

Due conseguenze, non una. Sul piano cautelare la trasgressione apre l'aggravamento della misura ai sensi dell'art. 276 c.p.p., con passaggio a misure più afflittive fino alla custodia in carcere. Sul piano penale la violazione dei provvedimenti di allontanamento e del divieto di avvicinamento integra un autonomo delitto, previsto dall'art. 387-bis c.p.

È bene sapere che l'incontro casuale non è privo di rilievo: quando avviene, la condotta corretta è allontanarsi immediatamente e documentare la circostanza. Restare, anche senza rivolgere la parola, è ciò che nelle contestazioni successive viene letto come violazione volontaria.

Su che cosa si può lavorare

La misura incide pesantemente sulla vita quotidiana e non sempre è calibrata sulla geografia reale delle persone coinvolte. Quando i luoghi vietati coincidono con il tragitto per il lavoro, con la scuola dei figli o con l'unica abitazione disponibile, si può chiedere al giudice di specificare o rimodulare le prescrizioni, indicando percorsi alternativi e orari.

Sul merito, la difesa si concentra sulla gravità indiziaria e sull'attualità del pericolo: la misura presuppone un rischio concreto e attuale per la persona offesa, e la sua persistenza va verificata nel tempo. Gli strumenti sono quelli generali del riesame e della sostituzione della misura.

Dal lato della persona offesa

Chi ha ottenuto la misura ha diritto di essere informato: i provvedimenti di revoca o sostituzione vanno comunicati, e le istanze dell'indagato devono essere notificate al suo difensore. È il meccanismo che consente di depositare memorie prima che il giudice decida, e va attivato nominando un difensore fin dall'inizio.

Domande frequenti

A che distanza devo stare?

La legge fissa una distanza non inferiore a cinquecento metri dai luoghi indicati nel provvedimento; il giudice può stabilirne una maggiore.

Posso scrivere un messaggio per chiarire?

No. Il divieto di comunicazione copre qualsiasi mezzo e anche la comunicazione per interposta persona: un messaggio è una violazione.

Che succede se la incontro per caso?

Occorre allontanarsi immediatamente e documentare la circostanza. Restare sul posto è ciò che viene letto come violazione volontaria.

Violare il divieto è un reato autonomo?

Sì. Oltre all'aggravamento della misura, la violazione integra il delitto previsto dall'art. 387-bis c.p.

Se la situazione è urgente

Se la misura è appena stata notificata, la lettura esatta delle prescrizioni evita violazioni involontarie nelle prime ore. Il primo contatto è gratuito e coperto dal segreto professionale, anche di notte e nei festivi.

Fonti normative e giurisprudenziali

I riferimenti citati in questa guida rimandano ai testi ufficiali. Le norme possono cambiare: verifichi sempre la versione vigente alla data del suo caso.

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