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Portato in caserma per identificazione: quanto possono trattenermi

Aggiornato il 3 min di lettura675 parole
Risposta diretta

L'accompagnamento negli uffici di polizia per l'identificazione non è né un arresto né il fermo di indiziato di delitto. L'art. 349 c.p.p. consente di trattenere la persona per il tempo strettamente necessario e comunque non oltre dodici ore, elevabili a ventiquattro nei casi previsti, previa autorizzazione del pubblico ministero, che va immediatamente avvisato.

Tre cose diverse che si chiamano quasi allo stesso modo

IstitutoPresuppostoNorma
Identificazione con accompagnamentoRifiuto o impossibilità di identificarsiart. 349 c.p.p.
Fermo di indiziato di delittoGravi indizi e pericolo di fuga per delitti determinatiart. 384 c.p.p.
Arresto in flagranzaFlagranza di reato nei casi previstiartt. 380 e 381 c.p.p.
Accompagnamento per motivi di sicurezzaDisciplina di pubblica sicurezzaart. 11 d.l. 59/1978
Rifiuto di fornire le generalitàContravvenzione autonomaart. 651 c.p.

La confusione è comprensibile ma le conseguenze sono opposte: l'identificazione non presuppone alcun reato e non produce alcuna posizione processuale, mentre il fermo e l'arresto sono misure precautelari che sfociano nell'udienza di convalida.

Le regole della permanenza

Il presupposto è la necessità di identificare una persona che rifiuta di fornire le proprie generalità o rende dichiarazioni delle quali si ritiene di dover verificare l'attendibilità, o che non ha con sé documenti. L'accompagnamento è consentito quando l'identificazione non può avvenire sul posto.

  • Il pubblico ministero deve essere immediatamente avvisato dell'accompagnamento, e può disporre il rilascio.
  • La permanenza non può superare le dodici ore.
  • Il termine sale a ventiquattro ore, previa autorizzazione del pubblico ministero, nei casi di particolare complessità dell'identificazione o quando occorre l'assistenza dell'autorità consolare o di un interprete.
  • La persona ha diritto di informare un familiare o un convivente e va avvisata di questa facoltà.
  • Alla scadenza del termine la persona deve essere rilasciata: la permanenza oltre il termine è illegittima.

I rilievi e i prelievi

In sede di identificazione la polizia giudiziaria può procedere a rilievi dattiloscopici, fotografici e antropometrici. Il prelievo di campioni biologici, come la saliva o i capelli, richiede invece il consenso dell'interessato; in mancanza è necessaria l'autorizzazione del pubblico ministero, e la disciplina degli accertamenti coattivi sulla persona è quella degli artt. 224-bis e 359-bis c.p.p.

È una distinzione che va conosciuta sul momento: aderire a un prelievo che sarebbe stato possibile solo con provvedimento dell'autorità significa rinunciare a un'eccezione che poi non si potrà più sollevare.

Che cosa fare durante l'accompagnamento

La regola più importante è distinguere l'identificazione dall'interrogatorio. Fornire le proprie generalità è dovuto, e il rifiuto integra la contravvenzione dell'art. 651 c.p.; rispondere a domande sui fatti è tutt'altro, e chi risponde senza sapere in quale veste sta parlando corre un rischio concreto.

Se durante l'accompagnamento emergono indizi a carico, l'autorità deve interrompere e avvisare la persona (art. 63 c.p.p.). Chiedere di parlare con un difensore prima di rispondere non è un'ammissione: è il modo per sapere che cosa si sta facendo. Il tema è ripreso nella guida sul favoreggiamento e le dichiarazioni autoindizianti.

Domande frequenti

Quanto possono trattenermi per identificarmi?

Non oltre dodici ore, elevabili a ventiquattro previa autorizzazione del pubblico ministero nei casi di particolare complessità o quando serve un interprete o l'autorità consolare.

È un arresto?

No. L'identificazione dell'art. 349 c.p.p. non presuppone un reato e non produce alcuna posizione processuale, a differenza dell'arresto e del fermo di indiziato.

Posso rifiutare di dare le generalità?

Il rifiuto integra la contravvenzione dell'art. 651 c.p. Rispondere a domande sui fatti è invece cosa diversa e non è dovuto.

Possono prelevarmi il DNA?

Il prelievo di campioni biologici richiede il consenso; in mancanza servono l'autorizzazione del pubblico ministero e le forme previste per gli accertamenti coattivi.

Se la situazione è urgente

Se un familiare è stato accompagnato in caserma, i termini si contano in ore e il pubblico ministero deve essere già stato avvisato. Il primo contatto è gratuito e coperto dal segreto professionale, anche di notte e nei festivi.

Fonti normative e giurisprudenziali

I riferimenti citati in questa guida rimandano ai testi ufficiali. Le norme possono cambiare: verifichi sempre la versione vigente alla data del suo caso.

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