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Come funziona il primo colloquio con il penalista

Aggiornato il 4 min di lettura775 parole
Risposta diretta

Il primo colloquio serve a capire tre cose: in quale fase si trova il procedimento, quali termini stanno per scadere e quali sono le opzioni concrete. È coperto dal segreto professionale anche se poi l'incarico non viene conferito, perché la facoltà di astenersi dal deporre dell'art. 200 c.p.p. copre quanto conosciuto per ragione dell'ufficio.

Che cosa portare

La differenza fra un colloquio utile e uno interlocutorio la fanno i documenti. Non serve averli tutti: serve avere quello che indica la fase.

  • L'atto ricevuto, qualunque sia: informazione di garanzia, invito a comparire, decreto di perquisizione, verbale di sequestro, avviso di conclusione delle indagini, decreto di citazione, ordinanza cautelare, sentenza.
  • La busta o la ricevuta di notifica, perché la data di notifica fa decorrere quasi tutti i termini e spesso è l'unico dato che consente di calcolarli.
  • Eventuali verbali già sottoscritti: identificazione, sommarie informazioni, elezione di domicilio.
  • La documentazione del fatto: messaggi, e-mail, contratti, referti, fotografie, estratti conto, a seconda della materia.
  • I nomi delle persone informate e i luoghi dove esistono impianti di videosorveglianza, perché le registrazioni si sovrascrivono in tempi brevi.

Che cosa succede durante il colloquio

Il colloquio segue un ordine preciso, perché le domande dipendono l'una dall'altra.

PassaggioChe cosa si stabiliscePerché conta
Qualificazione dell'attoDi che atto si tratta e da quale ufficio provieneDetermina la fase e i poteri esercitabili
Calcolo dei terminiQuali scadenze corrono e quando maturanoAlcuni termini sono perentori e non si riaprono
Posizione processualeIndagato, imputato, persona informata, persona offesaCambiano diritti, obblighi e facoltà di astensione
Ricognizione delle proveChe cosa esiste, che cosa è recuperabile, che cosa sta per andare perdutoLe fonti di prova hanno una durata
OpzioniQuali strade sono concretamente percorribili e a quale costoÈ il punto in cui la decisione torna al cliente

Il colloquio è riservato anche se non si va avanti

Molte persone si trattengono dal raccontare i fatti per intero perché non hanno ancora deciso se conferire l'incarico. È un timore infondato e controproducente: l'obbligo di segretezza e riservatezza è un dovere professionale che vale anche verso chi si limita a chiedere un parere, e la facoltà di astenersi dal deporre dell'art. 200 c.p.p. riguarda quanto l'avvocato ha conosciuto per ragione della professione.

Un racconto reticente produce un parere sbagliato. Non è l'avvocato a dover indovinare i fatti: è il cliente a doverli fornire, compresi quelli che gli sembrano sfavorevoli, perché sono quelli su cui l'accusa costruirà.

Come si arriva al preventivo

Il preventivo si può formulare solo dopo aver visto la fase e la mole del fascicolo, e va comunicato per iscritto prima dell'incarico, distinguendo compenso, oneri e spese (art. 13, comma 5, l. 247/2012). I criteri di calcolo sono spiegati nella guida su onorari e parametri forensi; chi ha i requisiti reddituali può chiedere il patrocinio a spese dello Stato in ogni stato e grado del processo.

Che cosa succede dopo

Se l'incarico viene conferito, la nomina viene trasmessa subito all'autorità procedente con le forme dell'art. 96 c.p.p. e si chiede l'accesso agli atti nei limiti in cui la fase lo consente. Se invece l'urgenza riguarda un termine in scadenza, l'ordine si inverte: prima si deposita l'atto che salva il termine, poi si ricostruisce il resto.

Se l'incarico non viene conferito, resta comunque quanto emerso: le scadenze calcolate e le fonti di prova da conservare valgono anche per chi si rivolgerà a un altro difensore.

Domande frequenti

Il primo colloquio si paga?

Il primo contatto per inquadrare la situazione è gratuito. Il compenso riguarda l'attività professionale successiva e va comunicato per iscritto prima dell'incarico.

Quello che racconto resta riservato se poi non do l'incarico?

Sì. L'obbligo di segretezza vale anche verso chi chiede soltanto un parere, e l'art. 200 c.p.p. riconosce all'avvocato la facoltà di astenersi dal deporre su quanto conosciuto per ragione dell'ufficio.

Devo portare tutti i documenti?

L'atto ricevuto e la prova della data di notifica sono i due elementi indispensabili: senza di essi non si possono calcolare i termini. Il resto si integra dopo.

Posso fare il colloquio per un familiare detenuto?

Sì, e in quel caso il familiare prossimo congiunto può anche procedere alla nomina del difensore ai sensi dell'art. 96, comma 3, c.p.p.

Se la situazione è urgente

Se ha in mano un atto con una data di notifica recente, il primo passo è calcolare il termine: si fa in pochi minuti. Il primo contatto è gratuito e coperto dal segreto professionale.

Fonti normative e giurisprudenziali

I riferimenti citati in questa guida rimandano ai testi ufficiali. Le norme possono cambiare: verifichi sempre la versione vigente alla data del suo caso.

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