Come funziona il primo colloquio con il penalista
Il primo colloquio serve a capire tre cose: in quale fase si trova il procedimento, quali termini stanno per scadere e quali sono le opzioni concrete. È coperto dal segreto professionale anche se poi l'incarico non viene conferito, perché la facoltà di astenersi dal deporre dell'art. 200 c.p.p. copre quanto conosciuto per ragione dell'ufficio.
Che cosa portare
La differenza fra un colloquio utile e uno interlocutorio la fanno i documenti. Non serve averli tutti: serve avere quello che indica la fase.
- L'atto ricevuto, qualunque sia: informazione di garanzia, invito a comparire, decreto di perquisizione, verbale di sequestro, avviso di conclusione delle indagini, decreto di citazione, ordinanza cautelare, sentenza.
- La busta o la ricevuta di notifica, perché la data di notifica fa decorrere quasi tutti i termini e spesso è l'unico dato che consente di calcolarli.
- Eventuali verbali già sottoscritti: identificazione, sommarie informazioni, elezione di domicilio.
- La documentazione del fatto: messaggi, e-mail, contratti, referti, fotografie, estratti conto, a seconda della materia.
- I nomi delle persone informate e i luoghi dove esistono impianti di videosorveglianza, perché le registrazioni si sovrascrivono in tempi brevi.
Che cosa succede durante il colloquio
Il colloquio segue un ordine preciso, perché le domande dipendono l'una dall'altra.
| Passaggio | Che cosa si stabilisce | Perché conta |
|---|---|---|
| Qualificazione dell'atto | Di che atto si tratta e da quale ufficio proviene | Determina la fase e i poteri esercitabili |
| Calcolo dei termini | Quali scadenze corrono e quando maturano | Alcuni termini sono perentori e non si riaprono |
| Posizione processuale | Indagato, imputato, persona informata, persona offesa | Cambiano diritti, obblighi e facoltà di astensione |
| Ricognizione delle prove | Che cosa esiste, che cosa è recuperabile, che cosa sta per andare perduto | Le fonti di prova hanno una durata |
| Opzioni | Quali strade sono concretamente percorribili e a quale costo | È il punto in cui la decisione torna al cliente |
Il colloquio è riservato anche se non si va avanti
Molte persone si trattengono dal raccontare i fatti per intero perché non hanno ancora deciso se conferire l'incarico. È un timore infondato e controproducente: l'obbligo di segretezza e riservatezza è un dovere professionale che vale anche verso chi si limita a chiedere un parere, e la facoltà di astenersi dal deporre dell'art. 200 c.p.p. riguarda quanto l'avvocato ha conosciuto per ragione della professione.
Un racconto reticente produce un parere sbagliato. Non è l'avvocato a dover indovinare i fatti: è il cliente a doverli fornire, compresi quelli che gli sembrano sfavorevoli, perché sono quelli su cui l'accusa costruirà.
Come si arriva al preventivo
Il preventivo si può formulare solo dopo aver visto la fase e la mole del fascicolo, e va comunicato per iscritto prima dell'incarico, distinguendo compenso, oneri e spese (art. 13, comma 5, l. 247/2012). I criteri di calcolo sono spiegati nella guida su onorari e parametri forensi; chi ha i requisiti reddituali può chiedere il patrocinio a spese dello Stato in ogni stato e grado del processo.
Che cosa succede dopo
Se l'incarico viene conferito, la nomina viene trasmessa subito all'autorità procedente con le forme dell'art. 96 c.p.p. e si chiede l'accesso agli atti nei limiti in cui la fase lo consente. Se invece l'urgenza riguarda un termine in scadenza, l'ordine si inverte: prima si deposita l'atto che salva il termine, poi si ricostruisce il resto.
Se l'incarico non viene conferito, resta comunque quanto emerso: le scadenze calcolate e le fonti di prova da conservare valgono anche per chi si rivolgerà a un altro difensore.
Domande frequenti
Il primo colloquio si paga?
Il primo contatto per inquadrare la situazione è gratuito. Il compenso riguarda l'attività professionale successiva e va comunicato per iscritto prima dell'incarico.
Quello che racconto resta riservato se poi non do l'incarico?
Sì. L'obbligo di segretezza vale anche verso chi chiede soltanto un parere, e l'art. 200 c.p.p. riconosce all'avvocato la facoltà di astenersi dal deporre su quanto conosciuto per ragione dell'ufficio.
Devo portare tutti i documenti?
L'atto ricevuto e la prova della data di notifica sono i due elementi indispensabili: senza di essi non si possono calcolare i termini. Il resto si integra dopo.
Posso fare il colloquio per un familiare detenuto?
Sì, e in quel caso il familiare prossimo congiunto può anche procedere alla nomina del difensore ai sensi dell'art. 96, comma 3, c.p.p.
Se la situazione è urgente
Se ha in mano un atto con una data di notifica recente, il primo passo è calcolare il termine: si fa in pochi minuti. Il primo contatto è gratuito e coperto dal segreto professionale.
Fonti normative e giurisprudenziali
I riferimenti citati in questa guida rimandano ai testi ufficiali. Le norme possono cambiare: verifichi sempre la versione vigente alla data del suo caso.
- Codice di procedura penaleNormattiva — testo ufficiale
- Codice penaleNormattiva — testo ufficiale
- Consiglio Nazionale ForenseDeontologia e parametri forensi
