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Reati contro gli animali: cosa è cambiato dal 2025

Aggiornato il 4 min di lettura788 parole
Risposta diretta

La legge 6 giugno 2025 n. 82, in vigore dal 1° luglio 2025, ha riscritto la disciplina dei reati contro gli animali. Il titolo IX-bis del codice penale non si chiama più «dei delitti contro il sentimento per gli animali» ma «dei delitti contro gli animali»: il bene tutelato è l'animale stesso. Le pene sono aumentate, la multa non è più alternativa alla reclusione per il maltrattamento, ed è stata introdotta la responsabilità dell'ente.

Un cambio di prospettiva, non solo di pene

La modifica della rubrica del titolo non è cosmetica. Finché il bene giuridico era il sentimento umano per gli animali, l'offesa si misurava sulla sensibilità collettiva; ora l'animale è considerato vittima diretta del reato. Il riferimento sistematico è la riforma dell'art. 9 della Costituzione, che ha attribuito alla legge dello Stato la disciplina dei modi e delle forme di tutela degli animali.

Sul piano pratico questo si traduce in una maggiore autonomia della tutela, in strumenti processuali nuovi e in un trattamento sanzionatorio che non consente più di chiudere la vicenda con il solo pagamento di una somma.

Le nuove cornici

FattispeciePena dopo la riformaNorma
Uccisione di animaliReclusione da sei mesi a tre anni e multa da 5.000 a 30.000 euroart. 544-bis c.p.
Uccisione con sevizie o sofferenze prolungateReclusione da uno a quattro anni e multa da 10.000 a 60.000 euroart. 544-bis c.p.
Maltrattamento di animaliReclusione da sei mesi a due anni e multa da 5.000 a 30.000 euroart. 544-ter c.p.
Uccisione o danneggiamento di animali altruiReclusione da uno a quattro anniart. 638 c.p.
Circostanze aggravantiAumento fino a un terzo: presenza di minori, più animali, diffusione telematica del fattoart. 544-septies c.p.
Responsabilità dell'enteSanzione pecuniaria fino a cinquecento quoteart. 25-undevicies d.lgs. 231/2001

Il dato che cambia di più la prospettiva difensiva è che per il maltrattamento la multa non è più alternativa alla reclusione ma si aggiunge ad essa. Prima si poteva definire la vicenda con una sanzione pecuniaria; oggi la pena detentiva è sempre in gioco, con tutto ciò che ne consegue sul piano delle misure e delle preclusioni.

L'aggravante della diffusione telematica

Il nuovo art. 544-septies c.p. prevede l'aumento di pena, fra l'altro, quando l'autore diffonde attraverso strumenti informatici o telematici immagini, video o altre rappresentazioni del fatto commesso. È una previsione pensata per i contenuti pubblicati sui social, e va letta insieme all'aggravante della presenza di minori e a quella dei fatti commessi nei confronti di più animali.

Sequestro, affido e misure di prevenzione

  • È stato introdotto nel codice di procedura penale l'affido definitivo dell'animale oggetto di sequestro o confisca, con possibile destinazione ad associazioni o enti individuati con decreto ministeriale, o a persone fisiche.
  • Alle associazioni affidatarie è riconosciuta la legittimazione a chiedere il riesame del sequestro.
  • È previsto il divieto di abbattimento o alienazione degli animali nel corso del procedimento, fino alla sentenza definitiva.
  • Le misure di prevenzione del codice antimafia si applicano a chi risulti abitualmente dedito ai delitti in materia di spettacoli vietati e combattimenti fra animali.

Che cosa si verifica in un procedimento del genere

Il maltrattamento richiede la sottoposizione dell'animale a sevizie o a comportamenti, fatiche o lavori insopportabili per le sue caratteristiche etologiche, oppure la somministrazione di sostanze stupefacenti o di trattamenti dannosi. Non ogni condotta inadeguata integra il reato: la linea passa dall'accertamento veterinario, che è il documento decisivo, e dalla riconducibilità della sofferenza alla condotta contestata.

Nei procedimenti nati da segnalazioni su animali d'affezione la contestazione si accompagna spesso al sequestro immediato: l'impugnazione davanti al tribunale del riesame ha termine di dieci giorni dall'esecuzione.

Domande frequenti

Che cosa cambia dal 1° luglio 2025?

Le pene per uccisione e maltrattamento sono aumentate, per il maltrattamento la multa si aggiunge alla reclusione invece di sostituirla, sono state introdotte nuove aggravanti e la responsabilità dell'ente.

Quanto si rischia per maltrattamento di animali?

La reclusione da sei mesi a due anni e la multa da 5.000 a 30.000 euro, secondo l'art. 544-ter c.p. come modificato dalla legge 82/2025.

Pubblicare il video aggrava la posizione?

Sì. Il nuovo art. 544-septies c.p. prevede l'aumento di pena quando l'autore diffonde con strumenti informatici o telematici immagini o video del fatto.

Mi hanno sequestrato il cane: posso oppormi?

Sì, con richiesta di riesame al tribunale entro dieci giorni dall'esecuzione del sequestro.

Se la situazione è urgente

Se è stato eseguito un sequestro di animali, il termine per il riesame decorre dall'esecuzione ed è di dieci giorni. Il primo contatto è gratuito e coperto dal segreto professionale.

Fonti normative e giurisprudenziali

I riferimenti citati in questa guida rimandano ai testi ufficiali. Le norme possono cambiare: verifichi sempre la versione vigente alla data del suo caso.

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