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Intervento senza consenso: quando il medico risponde

Aggiornato il 3 min di lettura630 parole
Risposta diretta

La legge 22 dicembre 2017 n. 219 stabilisce che nessun trattamento sanitario può essere iniziato o proseguito senza il consenso libero e informato della persona, salvo i casi previsti dalla legge. L'assenza del consenso non integra però automaticamente il reato di lesioni: la giurisprudenza di legittimità lo ha escluso quando l'intervento sia stato eseguito correttamente e abbia avuto esito favorevole.

Che cosa impone la legge

ElementoRegolaNorma
Presupposto del trattamentoConsenso libero e informato, salvo i casi previsti dalla leggeart. 1 co. 1 l. 219/2017
InformazioneCompleta, aggiornata e comprensibile su diagnosi, prognosi, benefici e rischiart. 1 co. 3 l. 219/2017
FormaAcquisito in forma scritta o con videoregistrazione, e inserito nella cartella clinicaart. 1 co. 4 l. 219/2017
RevocaSempre possibile, anche quando comporta l'interruzione del trattamentoart. 1 co. 5 l. 219/2017
Situazioni di emergenzaCure necessarie assicurate nel rispetto della volontà, ove possibileart. 1 co. 7 l. 219/2017
Minori e incapaciConsenso espresso o rifiutato da chi esercita la rappresentanzaart. 3 l. 219/2017

Quando il difetto di consenso diventa reato

Il quadro elaborato dalla giurisprudenza distingue le situazioni. Se l'intervento è stato eseguito correttamente e l'esito è favorevole, il difetto di consenso non integra le lesioni personali, perché manca l'evento di malattia in senso peggiorativo. Se l'intervento produce un esito infausto, la responsabilità si valuta sul terreno ordinario della colpa medica.

Il difetto di consenso assume invece rilievo autonomo quando il trattamento è stato imposto contro una volontà espressa in senso contrario: in quel caso possono venire in rilievo la violenza privata dell'art. 610 c.p. e, nei casi più gravi, altre fattispecie a tutela della libertà personale.

Il consenso è un documento, non un colloquio

Sul piano probatorio la differenza fra un consenso raccolto e un consenso documentato è totale. La legge impone che il consenso sia acquisito in forma scritta o, quando le condizioni della persona lo richiedono, con videoregistrazione o dispositivi che consentano di comunicare, e che sia inserito nella cartella clinica e nel fascicolo sanitario elettronico.

Un modulo prestampato firmato senza colloquio, viceversa, non è un consenso informato: la giurisprudenza valuta l'adeguatezza dell'informazione effettivamente fornita, e la genericità del modulo è uno degli argomenti più ricorrenti nelle contestazioni. Il tema si collega alla tenuta della documentazione clinica, trattata nella guida sulla cartella clinica.

Che cosa serve al medico che si difende

  • La documentazione del percorso informativo: colloqui, materiale consegnato, tempo intercorso fra informazione e intervento.
  • La coerenza fra consenso e intervento eseguito: un'estensione della procedura non coperta dal consenso va giustificata sul piano della necessità.
  • La prova della situazione di emergenza, quando invocata: orari, parametri clinici, impossibilità di acquisire la volontà.
  • La corretta esecuzione del trattamento, che resta l'elemento decisivo per escludere le lesioni.
  • Il rispetto delle regole sui minori e sugli incapaci, che hanno una disciplina propria.

Domande frequenti

Operare senza consenso è reato di lesioni?

Non automaticamente: la giurisprudenza lo esclude quando l'intervento è stato eseguito correttamente e ha avuto esito favorevole.

Basta far firmare il modulo?

No. La legge richiede un'informazione completa e comprensibile: la genericità del modulo prestampato è uno degli argomenti più usati nelle contestazioni.

Il paziente può revocare il consenso?

Sì, in qualsiasi momento, anche quando la revoca comporta l'interruzione del trattamento.

E in emergenza?

La legge impone di assicurare le cure necessarie nel rispetto della volontà della persona ove le sue condizioni consentano di recepirla.

Se la situazione è urgente

Se è arrivata una comunicazione di indagine, la documentazione clinica va messa in sicurezza e ricostruita subito. Il primo contatto è gratuito e coperto dal segreto professionale.

Fonti normative e giurisprudenziali

I riferimenti citati in questa guida rimandano ai testi ufficiali. Le norme possono cambiare: verifichi sempre la versione vigente alla data del suo caso.

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